sapevo perfettamente come e quanto quella lucciola avrebbe bruciato la mia pelle, eppure mi avvicinavo.. osservavo.. desideravo.
arrivai così ad accarezzarne le estremità, il calore ustionante sui polpastrelli: l'irresistibile e morbosa agonia a cui cedere.
l'afferrai, strinsi nella mano.. passandola sul collo, sul petto, fino alle caviglie. Il corpo in fiamme: un epidermide che muore ardente in estasi.
saliva assente su di una lingua secca assetata di fiato in gola e nuovi marasma sensoriali.
ne assaggiai il sapore.. le papille gustative in ogni angolo della bocca esplosero: fuochi d'artificio, poco a poco come il sorgere di un sole caldo d'agosto.